Ergastolo al soldato russo 21enne Vadim, primo condannato a Kiev. Missili di Mosca da sottomarino
Data: 23 Maggio 2022

di Francesco Battistini, Giusi Fasano, Marta Serafini

Le notizie di lunedì 23 maggio sulla guerra, in diretta. La fregata russa Admiral Makarov ha lasciato Sebastopoli e si dirige verso le posizioni nel Mar Nero

• La guerra in Ucraina è arrivata all’89esimo giorno
• Zelensky: «L’Ucraina sta facendo di tutto per tornare alla pace»
• Tra combattenti arresi ad Azovstal anche stranieri . Il video delle minacce dei soldati russi

• Il presidente polacco Duda in Ucraina, parlerà al Parlamento
• Helsinki, possibili garanzie su Pkk per sbloccare no turco alla Nato
• Mosca insiste: pronti a riprendere i negoziati con Kiev

Ore 12:59 – Kiev e il «piano di pace» italiano: «No a passi indietro su Crimea e Donbass»

«Accogliamo con favore qualunque iniziativa che possa aiutare a mettere fine a questa guerra. Ma mi faccia essere chiara su alcuni elementi sacri: l’integrità territoriale e la sovranità non possono essere negoziabili. Siamo dunque pronti a discutere ma consideriamo imprescindibili l’integrità territoriale e la sicurezza. Il mio popolo non è pronto a fare passi indietro quando si tratta di Crimea e di Donbass». Così la viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dhzaparova, ha risposto ad una domanda su un «piano italiano di pace» intervenendo presso la sede della Fondazione Luigi Einaudi a Roma.

Ore 12:30 – Il discorso di Zelensky a Davos (in video): «Per noi un Piano Marshall»

Il presidente Zelensky ha chiuso il suo discorso di apertura dei lavori al World Economic Forum di Davos evocando l’ex segretario di stato americano George Marshall, il cui programma di ripresa europea ha contribuito a ricostruire l’Europa occidentale dopo la devastazione della seconda guerra mondiale.
Prima del suo riferimento a Marshall, il presidente ucraino ha parlato della necessità di «un corridoio del grano» per fare uscire dall’Ucraina le riserve alimentari necessarie a sventare la crisi alimentare globale in atto.
Ai leader politici ed economici riuniti alla tradizionale conferenza in Svizzera (da cui quest’anno sono banditi i delegati russi) Zelensky ha chiesto «nuove e più dure sanzioni contro Mosca» e anche «di essere uniti, perché la Russia teme l’unità». Zelensky ha chiuso il suo intervento con la consueta formula «Slava Ukraini», «gloria all’Ucraina», in una standing ovation.

Ore 12:24 – Mosca e il «piano di pace»

Il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, ha detto di aver «ricevuto di recente» un piano di pace arrivato dall’Italia. «Lo stiamo valutando», ha detto, e «renderemo note le sue valutazioni nei confronti della proposta» dopo averla «analizzata a fondo».

Ore 12:09 – Ergastolo a Vadim, il primo soldato russo a processo per crimini di guerra

Il sergente russo Vadim Shishimarin è stato condannato all’ergastolo da un tribunale ucraino.


Si tratta del primo processo per crimini di guerra realizzato dall’inizio dell’invasione russa, cominciata il 24 febbraio, in Ucraina. Il 21enne si era dichiarato colpevole di aver ucciso un 62enne disarmato nell’oblast di Sumy.

Ore 11:49 – Mariupol è «una Venezia sui cadaveri»

Una «Venezia» macabra, dove le acque portano le sostanze organiche dei cadaveri a contatto con i sopravvissuti, aumentando a dismisura il rischio di epidemie.

È il quadro – raccapricciante – dipinto dal sindaco di Mariupol, Petr Andryushchenko.

Gli occupanti russi – ha scritto su Telegram – continuano a ignorare i problemi sanitari, impegnati come sono a creare «belle foto» per dimostrare che «la vita è migliorata».

«Prevedibilmente, invece, le piogge hanno trasformato la città in una Venezia. Le fognature sono intasate, l’acqua piovana si diffonde in tutta la città insieme ai rifiuti, con la conseguente loro decomposizione» e la «ptomaina» (un composto di sostanze organiche derivanti dalla putrefazione dei cadaveri). «La minaccia di un’epidemia diventa sempre più concreta, con ogni temporale».

Ore 11:39 – Le preoccupazioni di Mosca per il processo al «soldato ragazzino» e il no allo scambio di prigionieri con Medvedchuk

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha tenuto un briefing con i reporter.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, il portavoce di Putin si è mosso su cinque aree:

1. I soldati russi dovranno alzare il livello di allerta nei confronti di possibili «attacchi terroristici», dopo che il neo sindaco (scelto dai russi) della città di Enerhodar è stato ferito nel corso di una esplosione domenica.

2. È stato l’Occidente, non certo la Russia, a scatenare la crisi alimentare globale. «Noi siamo sempre stati un esportatore affidabile di grano», ha detto (dimenticando che le sanzioni sono legate all’invasione dell’Ucraina da parte del suo Paese).

3. La Russia è «preoccupata» dal processo al militare-ragazzino che, in Ucraina, si è già dichiarato colpevole di fronte all’accusa di avere ucciso un uomo disarmato. «Non possiamo difenderlo di persona», ha detto Peskov.

4. Non è una posizione nuove, ma il portavoce del Cremlino ha detto che «continuare a iniettare armi in territorio ucraino non rappresenta un passo avanti nella ricerca della sicurezza e della stabilità in Europa».

5. Il Cremlino ritiene molto improbabile uno scambio tra Viktor Medvedchuk, l’oligarca filorusso arrestato a Kiev, e i militari che si sono arresi ad Azovstal. «Poiché Medvedchuk non è un militare è difficile pensare che possa essere scambiato con i militari che si sono arresi ad Azovstal».

Ore 11:30 – I missili dai sottomarini

Il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver lanciato quattro missili Kalibr da un sottomarino porto nel Mar Nero. I missili, secondo Mosca, sono stati diretti alla distruzione di armi a disposizione dell’esercito ucraino.

Poco prima di questo annuncio, il ministero della Difesa russo aveva comunicato di aver distrutto una unità di obici Howitzer, inviate a Kiev dagli Stati Uniti.

I Kalibr sono missili da crociera difficili da individuare, per i radar: la loro gittata arriva fino a 2.000 km.

Ore 11:15 – Mosca non esclude uno scambio di prigionieri (anche di Azovstal)

Mentre si parla di processare i prigionieri di Azovstal, Interfax, l’agenzia di stampa di russa, riporta le parole del viceministro degli Esteri russo: Mosca sarebbe pronta a tornare ai negoziati di pace «quando la leadership di Kiev dimostrerà una risposta costruttiva».

Dice anche che la Russia non escluda la possibilità di uno scambio di prigionieri che coinvolga coloro che si sono arresi dall’impianto di Azovstal.

Ore 11:07 – Filorussi, processeremo tutti i prigionieri dell’Azovstal

Tutti i prigionieri dell’Azovstal detenuti nel Donetsk saranno processati lì da un tribunale. Lo annuncia il capo dell’autoproclamata Repubblica di Donestsk Pushilin, come riporta Interfax.

«I prigionieri dell’Azovstal», ha detto Pushilin, «sono prigionieri nel territorio della Repubblica separatista filorussa. Stiamo preparando un tribunale internazionale sul nostro territorio».

Ore 11:04 – Russia sposta equipaggiamento militare verso il Luhansk

La Russia sta spostando il proprio equipaggiamento militare da varie aree e dall’entroterra russo verso il Luhansk
. Gli attacchi russi contro le postazioni ucraine avvengono 24 ore su 24, cercando di sfondare le difese. Lo scrive il capo dell’Amministrazione militare del Luhansk, Serhiy Haiday, sul suo canale Telegram

Ore 10:52 – Dzhaparova: «Abbiamo dimostrato che tutto è possibile. Putin sta su Giove»

«La resistenza ucraina dimostra che niente impossibile». Lo ha detto, all’inizio della sua lectio magistralis all’università Luiss di Roma, la viceministra degli Esteri di Kiev, Emine Dzhaparova. Quella in corso, ha premesso, «non è solo una guerra per il controllo di un territorio o una regione, ma per i principi nei quali crediamo, prima di tutto la libertà». Ancora: «La guerra contro il mio Paese non è cominciata il 24 febbraio, ma nel 2014 con l’invasione russa della Crimea». Poi, la ministra ha detto che Putin è come uno zar,« nessuno gli dice la verità perché facendolo metterebbe a rischio la sua vita. Non vede il mondo come le persone normali, è in un realtà parallela come se vivesse su Giove. La decisione di attaccare l’Ucraina è il risultato di questo».

Ore 10:37 – Ucraina: Oms, 248 attacchi a strutture sanitarie, 75 morti

Sono 248 gli attacchi contro le strutture sanitarie ucraine sferrati dalle forze russe dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio scorso al 19 maggio: lo ha reso noto oggi in un tweet l’Organizzazione mondiale della sanità . L’Oms ha precisato che in questi attacchi sono morte 75 persone e altre 59 sono rimaste ferite: «L’assistenza sanitaria non dovrebbe mai essere un obiettivo».

Ore 10:23 – Il parlamento ucraino proroga la legge marziale fino al 23 agosto

Il parlamento ucraino ha prorogato l
a legge marziale e la mobilitazione generale per altri 90 giorni, fino al 23 agosto. Lo ha riferito su Telegram il vice presidente della Commissione per le finanze della Verkhovna Rada, Yaroslav Zhelezniak, citato dall’agenzia Interfax Ucraina.

Ore 10:20 – A Mykolayiv 11 feriti nelle ultime 24 ore

A Mykolayiv sono state ferite 11 persone. «Fortunatamente non ci sono bambini tra le vittime, che sono state soccorse e portate nelle strutture preposte», commenta il capo del consgilio regionale di Mykolayiv, Anna Zamazeeva.

Ore 09:49 – Zelensky: fino a 100 ucraini muoiono ogni giorno nell’Est

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato, nel suo ultimo discorso alla nazione, che da 50 a 100 ucraini muoiono ogni giorno sul fronte orientale della guerra. I combattimenti più pesanti si concentrano intorno alle città gemelle di Sievierdonetsk e Lysychansk a Lugansk.

Ore 09:33 – Iniziate le operazioni di sminamento dell’acciaieria Azovstal

Le forze russe hanno iniziato le operazioni di sminamento dell’acciaieria Azovstal a Mariupol
. Lo fa sapere il ministero della Difesa russo in un comunicato, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax. «I genieri russi stanno effettuando ricognizioni ingegneristiche e bonificando i terreni dell’acciaieria Azovstal a Mariupol da ordigni esplosivi».

Ore 08:25 – L’offensiva nel Donbass si intensifica

L’offensiva nel Donbass si intensifica e particolare attenzione è riservata a Severodonetsk
, città dell’Est ucraino, nella regione di Lugansk, che appare essere l’obiettivo di Mosca. La guerra in Ucraina continua, ma secondo l’intelligence britannica in tre mesi di conflitto la Russia probabilmente conta un numero di vittime simile alle perdite dell’Unione Sovietica durante i nove anni di guerra in Afghanistan. Sul campo, in base all’ultimo aggiornamento dello Stato Maggiore delle forze armate ucraine, nella direzione di Donetsk, l’esercito russo «non smette di cercare di sfondare le difese delle truppe ucraine e raggiungere i confini amministrativi dell’oblast di Lugansk». Gli sforzi russi, secondo lo Stato maggiore ucraino, sono concentrati nella direzione dell’insediamento di Siverodonetsk e il fuoco è stato aperto anche sulle infrastrutture nelle aree degli insediamenti di Lyman, Ozerne e Dibrova.

Ore 08:25 – Biden: «Se Cina invade Taiwan useremo forza militare»

Sempre da Tokyo, Joe Biden ha detto di essere pronto a ricorrere alla forza militare in caso di attacco cinese a Taiwan
, aggiungendo però di non ritenere possibile un’invasione, anche se la Cina «sta flirtando con il pericolo» volando vicino all’isola. Alla domanda della stampa, durante la sua visita in Giappone, se gli Stati Uniti siano disposti a un coinvolgimento militare per difendere Taiwan, il presidente americano ha risposto: «Sì», sottolineando che «questo è l’impegno che abbiamo preso».

Ore 08:22 – Biden: «Russia deve pagare prezzo su lungo termine»

La Russia deve pagare «un prezo di lungo termine» per aver aggredito l’Ucraina con un’azione che ha lo scopo di «distruggere l’identità dell’Ucraina». Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, parlando in conferenza stampa a Tokyo con il premier nipponico Fumio Kishida dopo il loro summit. «È il costo di chi vuole cambiare gli assetti con l’uso della forza», ha aggiunto.

Ore 07:52 – Atteso il verdetto del primo processo per crimini di guerra

Oggi, una giuria di Kiev determinerà il destino del sergente russo Vadim Shishimarin. Il 21enne siberiano che ha ammesso di aver ucciso un civile disarmato di 62 anni. Il giovane ha raccontato alla corte di essere stato costretto a compiere l’atto e ora dice di provare dispiacere . «Ero nervoso per quello che stava succedendo. Non volevo uccidere», ha detto. Shysimarin ha aggiunto: «Sono veramente e sinceramente dispiaciuto. Non volevo che accadesse, non volevo essere lì, ma è successo. Vorrei scusarmi ancora una volta. E accetterò tutte le misure di punizione che mi saranno offerte». L’avvocato di Shishimarin ha chiesto l’assoluzione, dicendo che il suo cliente stava eseguendo quello che percepiva come un ordine diretto a cui inizialmente aveva disobbedito. I pubblici ministeri, che hanno chiesto l’ergastolo, pensano fosse «ben consapevole» che stava eseguendo un «ordine penale».

Ore 07:52 – Terminator, l’Ucraina schiera il super carro armato «inarrestabile»

(di
Guido Olimpio) Area di Popasna, Ucraina orientale. È qui che i russi stanno accentuando la loro pressione e per questo hanno lanciato sul campo reparti più agguerriti. I rapporti sottolineano la presenza di parà, di incursori, di commandos che agiscono sotto la copertura dell’artiglieria, frequenti i raid notturni. Insieme agli uomini i mezzi. Lo Stato Maggiore ha schierato anche i Terminator, un mezzo presente ancora in pochi esemplari. È un blindato dotato di un doppio cannoncino da 30 mm, di una mitragliatrice e di un sistema lanciarazzi. Da tre a cinque i componenti dell’equipaggio, dipende dalla versione. Come evoca il nome, dovrebbe garantire un volume di fuoco intenso.
(Qui per leggere tutto l’articolo)

Ore 07:38 – Tony Blair: «La guerra in Ucraina dovrà finire senza che Putin ottenga dei vantaggi»

«Non bisogna umiliare Putin? Ma non lo abbiamo mai fatto. Da premier ho curato questo rapporto da vicino. Con gli altri leader occidentali abbiamo fatto di tutto per includerlo. La nostra unica preoccupazione oggi dovrebbe essere quella di arrivare alla fine del conflitto con il consenso del popolo ucraino, senza che la Russia ottenga dei vantaggi da questa aggressione».

Tony Blair indica in modo chiaro, in un’intervista al Corriere, quali toni dovrebbe assumere l’Occidente in questa crisi. L’ex premier britannico parla — via Zoom — anche in virtù del rapporto speciale avuto con lo zar durante i suoi dieci anni a Downing Street. Blair è stato il primo leader occidentale a incontrare Putin quando era ancora primo ministro in attesa di diventare presidente dopo le dimissioni di Boris Eltsin: andò a trovarlo a San Pietroburgo nel marzo 2000. E il mese dopo lo ricevette a Londra nella sua prima visita ufficiale in un Paese straniero. L’ex leader laburista britannico parla con la prospettiva ampia di chi da anni si misura con le sfide globali dei Paesi emergenti. E con lo sguardo rivolto a tutte le vittime di questa crisi, anche a quelle lontane dal campo di battaglia. L’avevamo incontrato qualche settimana fa ad Accra, in Ghana, dove il suo Institute for Global Change è impegnato a digitalizzare il sistema sanitario nazionale attraverso il cloud. «Lavoriamo con una ventina di governi in Africa. Attraverso la tecnologia puntiamo a migliorare i loro sistemi amministrativi, a iniziare dalla salute pubblica. Ma abbiamo progetti anche in altre parti del mondo».
(Qui, per leggere l’intervista completa )

Ore 07:38 – A che punto siamo?

(di Luca Angelini) Aver preso l’acciaieria Azovstal di Mariupol sembra aver spinto Mosca a moltiplicare lo sforzo bellico in Donbass, nell’est dell’Ucraina, anche con l’impiego di nuovi mezzi militari (come il blindato «Terminator»). E gli ucraini ammettono di essere in difficoltà. «Dopo una lunga serie di rovesci — scrivono Andrea Marinelli e Guido Olimpio nel loro punto militare — il Cremlino può rivendicare alcuni successi a oriente, non sappiamo quanto profondi e duraturi. “La situazione è difficile — ha dichiarato il presidente Zelensky — perdiamo 50-100 soldati al giorno”. Un’ammissione non da poco su un segreto ben protetto».

Nel mirino delle forze russe adesso c’è Severodonetsk. La città è accerchiata e, a detta di molti, potrebbe diventare la nuova Mariupol. Marta Serafini, inviata a Zaporizhzhia, conferma: «Conquistarla per Mosca vorrebbe dire allargare il dominio sul territorio ucraino, estendendolo fino alle porte del Donbass. (…) nella periferia della città Mosca gode del supporto dei combattenti dell’autoproclamata repubblica popolare di Lugansk. E non solo. A dare supporto sarebbero arrivati anche i miliziani della Wagner, già dispiegati nel Donetsk. E, soprattutto, ci sarebbero già i ceceni. Trasferiti proprio da Mariupol, dove sono stati usati per terrorizzare la popolazione e per le operazioni di propaganda, ora sono stati chiamati a Severodonetsk». In tutto l’Est del Paese la paura di una possibile annessione da parte russa cresce.
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Ore 07:23 – La Russia ha perso tanti soldati quanti in Afghanistan

Nei primi tre mesi di guerra in Ucraina, la Russia ha perso un numero di soldati pari a quello dei nove anni di conflitto in Afghanistan. La stima — raggelante e parziale, visto che la guerra continua, «nella sua fase più sanguinosa» come ha detto il presidente ucraino Zelensky, nel Donbass — arriva dal ministero della Difesa britannico, nel suo consueto bollettino giornaliero.

Una combinazione di «tattiche inefficaci, carenza di copertura aerea, mancanza di flessibilità» e «comandi militari pronti a ripetere gli stessi errori» ha portato a questo risultato, scrive l’intelligence militare di Londra.

Non è chiaro quanto l’opinione pubblica russa possa essere sensibile a questi dati — che ovviamente non hanno nessuna conferma ufficiale.

Ore 06:35 – Ucraina: da Nuova Zelanda altri addestratori per soldati Kiev

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha dichiarato oggi che il suo Paese dispiegherà altri 30 membri delle sue forze di difesa nel Regno Unito per supportare l’addestramento dell’esercito ucraino. «I soldati rimarranno di stanza nel Regno Unito fino alla fine di luglio», ha detto la Ardern citata dalla Cnn. Addestreranno i militari ucraini su come usare la pistola leggera L-119, ha aggiunto la premier dell Nuova Zelanda.

Ore 05:15 – Ucraina: esercito Kiev, fregata russa Makarov verso Mar Nero

La fregata russa Admiral Makarov ha lasciato Sebastopoli e si dirige verso le posizioni nel Mar Nero. Lo rende noto l’esercito ucraino, citato dal Kyiv Independent. Il comando operativo `Sud´ ritiene che tale spostamento aumenti la probabilità di attacchi missilistici contro l’Ucraina.

Ore 02:25 – Ucraina: Pentagono valuta invio truppe ad ambasciata Usa

Il Pentagono e il dipartimento di Stato americano stanno valutando la possibilità di inviare forze speciali a protezione dell’ambasciata Usa a Kiev. Lo ha detto il portavoce del dipartimento della Difesa, John Kirby, al Washington Post confermando le anticipazioni del Wall Street Journal. «Stiamo esaminando le condizioni di sicurezza» della sede diplomatica in Ucraina «ma non è stata presa nessuna decisione», ha sottolineato Kirby.

Ore 00:28 – Kiev ribadisce: «Nessuna concessione territoriale alla Russia»

Il consigliere di Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, in un’intervista alla Reuters ripresa da Ukrinform ha ribadito che Kiev non è disposta a fare concessioni territoriali. «La guerra non si fermerà (dopo qualsiasi concessione). Sarà solo messa in pausa per un po’ di tempo. Dopo un po’, con rinnovata intensità, i russi costruiranno le loro armi, rafforzeranno la manodopera e lavoreranno sui loro errori, si modernizzeranno un po’, licenziando molti generali. E cominceranno una nuova offensiva, ancora più sanguinosa e su larga scala», ha detto. «Le forze russe devono lasciare il Paese e dopo sarà possibile la ripresa del processo di pace», ha sottolineato. Secondo Podolyak un cessate il fuoco immediato, invocato da alcuni paesi occidentali, che manterrebbe le forze russe nei territori occupati dopo il 24 febbraio, farebbe solo il gioco del Cremlino.

Ore 00:02 – Zelensky a Johnson: obiettivo aumento export grano

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato in serata con il premier britannico Boris Johnson: lo ha detto lo stesso Zelensky in un video, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Unian. Dopo averlo aggiornato «sulla situazione sul campo di battaglia», gli ha detto che «stiamo cercando modi per aumentare le nostre esportazioni, in particolare quelle di prodotti agricoli», ma anche che serve un aumento delle «importazioni di carburante in Ucraina». Nel suo video, il presidente ha ricordato che domani parteciperà alle discussioni del Forum di Davos: «È la piattaforma economica più influente del mondo, e l’Ucraina ha qualcosa da dire», ha detto. Zelensky ha ricordato che il suo calendario per la prossima settimana «prevede un gran numero di contatti a livello bilaterale con i rappresentanti di vari stati e organizzazioni internazionali. Il nostro Paese amplia le relazioni internazionali ogni settimana per cercare di porre fine alla guerra il prima possibile, cercando di ottenere tutte le possibili soluzioni utili per la nostra difesa».

Ore 23:52 – Zazo: «A Kiev vita quasi normale, ora serve soluzione diplomatica»

«Quando siamo rientrati a Kiev era molto triste, una città fantasma, adesso stiamo tornando a una vita quasi normale». Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Ucraina Francesco Zazo, ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» su Rai3. «La gente sta lentamente ritornando a Kiev, il coprifuoco è stato spostato, la situazione è migliorata, stanno tornando le ambasciate, e il governo ucraino e anche gli abitanti di Kiev apprezzano molto questo ritorno». Zazo ha ricordato che l’Italia, insieme alla Francia, è stato l’ultimo paese del G7 a lasciare Kiev e «siamo tornati per primi». «Siamo Paesi che abbiamo appoggiato l’Ucraina sul piano politico, economico, finanziario, umanitario ma abbiamo anche sempre condiviso l’esigenza di cercare una soluzione diplomatica per arrivare alla pace, crediamo sia importante non interrompere completamente il dialogo con Mosca, una posizione espressa sia da Draghi che da Macron», ha sottolineato.

Ore 22:15 – Kiev, Russia lancia missili in regione di Zytomyr

La Russia lancia missili nella regione di Zhytomyr. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce la «Cnn», è l’Air Command Center dell’Ucraina. La regione di Zytomyr è stata attaccata «dalla direzione sud-est» da «missili da crociera navali» secondo l’Air Command Center dell’Ucraina su Facebook. Il centro ha aggiunto che «quattro missili da crociera russi sono stati distrutti dalle unità di difesa aerea del Centro». Tre missili sono stati distrutti da aerei e uno da un’unità missilistica antiaerea dell’aviazione ucraina, hanno aggiunto. La regione di Zhytomyr si trova a ovest di Kiev.

Ore 19:46 – Mosca insiste: pronti a riprendere i negoziati con Kiev

Russia è pronta a continuare i colloqui con l’Ucraina, che sono stati congelati da Kiev. Lo ha detto il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, citato dalla Tass, aggiungendo che l’Occidente sta cercando di rendere l’Ucraina sua schiava con una dipendenza sul piano finanziario.

23 maggio 2022 (modifica il 23 maggio 2022 | 13:01)

Fonte: https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/22_maggio_23/ucraina-russia-news-guerra-fec29cd8-da0f-11ec-9a18-b6cbe92a1c56.shtml