Tommaso D’Agostino, investito e ucciso all’asilo: tutti i punti da chiarire e il perdono del padre
Data: 20 Maggio 2022

“Ho ricevuto un’ottima notizia dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il bambino ricoverato da ieri sera e rimasto coinvolto nell’incidente dell’asilo a L’Aquila ha lasciato la terapia intensiva. Voglio rivolgere gli auguri al piccolo e alla sua famiglia di pronta guarigione”, dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Una buona notizia, nelle ore in cui dolore e incredulità per la tragedia dell’Aquila si uniscono alla necessità di ricostruire con certezza cause e dinamica del gravissimo incidente. “Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock: siamo distrutti e addolorati, chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti”. A dirlo all’Ansa è la donna di 38 anni indagata per omicidio stradale per la morte del piccolo Tommaso D’Agostino. Oltre alla vittima, cinque bimbi sono rimasti feriti.

Tommaso, investito e ucciso mentre gioca all’asilo

Questa la ricostruzione della donna: “Ho parcheggiato la macchina in pianura, ho inserito la marcia, non mi ricordo di aver inserito il freno a mano”, dice la madre di tre figli di cui due iscritti alla scuola d’infazia Primo Maggio. Sarà ascoltata nei prossimi giorni dal sostituto procuratore Stefano Gallo. Per la giornata di oggi in Procura è previsto l’affidamento dell’incarico sulla perizia tecnica sull’auto all’esperto Cristiano Ruggeri, e sempre in mattinata è in programma una riunione alla presenza dell’anatomopatologo Giuseppe Calvisi per verificare l’eventualità chiesta da investigatori ed inquirenti di evitare la autopsia sul corpo di Tommaso effettuando una ricognizione cadaverica.

La donna, che quindi deve ancora essere interrogata, aveva parcheggiato l’auto, una Passat, davanti all’asilo di Pile, con a bordo il figlio 12enne, per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni. L’auto si è mossa e ha travolto la recinzione uccidendo Tommaso, 4 anni, e ferendone cinque. Non è chiaro se il freno a mano fosse stato inserito o meno, non è possibile sapere al momento cosa sia successo in quegli istanti. La Passat ha iniziato a muoversi. La casalinga ricorda di avere inserito la marcia. Secondo le ricostruzioni pubblicate in questi giorni, mentre scendeva dalla strada verso il giardino della scuola materna (non è chiaro se sia successo pochi secondi o qualche minuto dopo che la donna ha lasciato il posto di guida) ha visto la macchina venire giù e ha provato invano a fermarla con le mani. Il figlio dentro l’abitacolo ha cercato di uscire dalla macchina sbattendo la testa. Poi i bambini dell’asilo sono stati travolti. Il reticolato in quel punto non era poggiato su un muro di cemento, ma conficcato direttamente nella terra. Il parcheggio e il recinto del giardino erano a norma? Lo si verificherà.

La donna è indagata per omicidio stradale, reato che in teoria prevede l’arresto immediato. Per adesso non è stata ascoltata proprio perché unica indagata nell’ambito della inchiesta della Procura aquilana. Lei e il figlio sono sconvolti e in stato di shock. Si stanno facendo tutti gli accertamenti sulla sicurezza all’esterno dell’asilo e negli spazi circostanti. Sulla tragedia dell’asilo di Pile ora deve far luce il pm. Ci sono testimoni, riporta oggi Repubblica, che asseriscono di aver visto il figlio dodicenne della donna al posto di guida. Tutto è però da verificare, così come l’esame disposto sul sistema frenante dell’auto, una Passat ricevuta in prestito dai parenti, per comprendere se si sia inceppato qualcosa.

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Il padre di Tommaso perdona: “Anche loro stanno vivendo una tragedia”

Il padre di Tommaso D’Agostino, Patrizio, commesso in una grande catena, trova la forza di perdonare: “La proprietaria dell’auto che ha travolto mio figlio chiede scusa? Noi non le portiamo rancore. Né a lei, né al suo bambino di 12 anni che stava a bordo. Anche loro stanno vivendo una tragedia. Ho saputo che un’associazione vuole dedicare un’autoambulanza a mio figlio – dice al quotidiano la Stampa – ho chiesto che sulla fiancata scrivano alcuni versi della canzone “La cura” di Franco Battiato. È nato il 23 marzo e morto il 18 maggio, proprio come il mio bimbo adorato”.

A Repubblica l’uomo racconta di aver “sentito” l’incidente praticamente in diretta:” Ero sul terrazzo di casa mia, da cui si vede l’asilo di Tommaso, il cortile esterno e i tre tendoni bianchi che fanno ombra, quando all’improvviso ho sentito un boato, un rumore fortissimo. Saranno state le 14.30 circa, mia moglie era già a casa e anche io ero in pausa pranzo. Tommaso il mercoledì esce dopo perché ha l’ora di religione. Sentito quel rumore sono entrato in casa e ho detto a mia moglie che ero preoccupato. “Credo sia successo qualcosa all’asilo di Tommaso”. “Ma no, ma figurati, ci avrebbero avvisato, chiamato dalla scuola, stai tranquillo”. Ma io tranquillo non riuscivo a stare. Sono sceso, ho chiamato mia madre che abita al palazzo di fronte al mio. “Andiamo a riprenderci Tommaso, mamma, sento che è accaduto qualcosa”. Lei è scesa, abbiamo fatto il giro del palazzo e siamo andati all’asilo”. Una volta lì, ha visto “l’inferno”.

Auto piomba sui bimbi all’asilo, uno è morto: cosa sappiamo sulla tragedia dell’Aquila

Fonte: https://www.today.it/cronaca/tommaso-dagostino-investito-asilo-aquila-ultime-notizie-genitori.html