Premio Nazionale Giuseppe Prisco, XII edizione: premiati Immobile, Cairo e Rudi Garcia – Footballnews24.it
Data: 15 Maggio 2022

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Il calcio è uno sport di squadra per principio, dove tutti devono giocare all’unisono per raggiungere la vittoria finale. A fare la differenza sono i trofei conquistati al termine della stagione a livello collettivo per entrare nella storia di un club, ma una sezione viene occupata anche alle abilità individuali, a coloro che hanno disputato un’annata ai massimi livelli. Il massimo riconoscimento per ogni calciatore è senza ombra di dubbio il Pallone d’Oro, spesso conteso nell’ultimo decennio da Messi e Cristiano Ronaldo, i due extraterrestri del calcio contemporaneo. Inoltre, esistono anche i premi nazionali, ad esempio il miglior portiere, difensore, centrocampista e attaccante, tutti assegnati dalla Lega Serie A durante il Gran Galà.

Oltre alla figura del calciatore, esistono anche quelle dell’allenatore e dei dirigenti delle società. Anche questi membri hanno un ruolo chiave per i risultati raccolti da un club. Tra le varie consegne dei premi, si distingue il Premio Nazionale Giuseppe Prisco, dedicato all’ex storico vicepresidente dell’Inter, passato alla storia per la sua lealtà e sportività, oltre all’amore per i colori nerazzurri. Dopo l’assenza di due anni per la vicenda della pandemia del Covid-19, questo appuntamento ritorna con la sua XVIII edizione. Questa avrà luogo lunedì 16 maggio alle ore 11:00 presso il Teatro Marrucino di Chieti, come da tradizione, dove verranno premiati i vincitori del 2020: il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, il tecnico del Bologna, Sinisa Mihajlovic, e il centrocampista dell’Inter, Nicolò Barella. Infine, un riconoscimento speciale per il ct della Nazionale, Roberto Mancini.

Peppino Prisco
Peppino Prisco

Premio Nazionale Giuseppe Prisco: XII edizione

La prima edizione del Premio Nazionale Giuseppe Prisco si è tenuta nel 2003 ed è diventato con il tempo una tappa fissa al termine di ogni stagione. Ma quali sono i criteri con cui la giuria seleziona il vincitore? Non ci si basa solo sui risultati raccolti nell’arco dell’anno calcistico, ma anche sul comportamento mantenuto, sui valori espressi con il proprio atteggiamento. Si guarda anche la lealtà, la simpatia e la correttezza, tre virtù essenziali nello sport in generale, non solo nel calcio, che devono essere trasmesse ai giovani telespettatori. Dunque, dati questi principi, il vincitore non è mai scontato, ma si evidenza una certa varietà in tutte le categorie ogni anno.

Ad esempio, nell’edizione del 2014, ovvero la dodicesima, la giuria, composta da Sergio Zavoli, Italo Cucci, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano, Franco Zappacosta, Marco Civoli e Marcello Zaccagnini, ha eletto vincitori il presidente del Torino, Cairo, l’attuale attaccante della Lazio, Ciro Immobile, e l’ex tecnico della Roma, Rudi Garcia. Il patron dei granata ha battuto la concorrenza di Andrea Agnelli e Diego Della Valle, mentre la prima punta italiana ha preceduto Candreva e Verratti. Invece, l’allenatore francese ha avuto la meglio rispetto a Trapattoni e Donadoni. Infine, dal 2004, è stato introdotto pure il Premio Speciale di Giornalismo “Nando Martellini”, in onore del noto giornalista scomparso, vinto nel 2014 da Ilaria D’Amico, davanti ad Audisio e Gandolfi.

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Urbano Cairo
Urbano Cairo

Torino, Cairo e Immobile premiati: una stagione d’oro

Il Torino è stato autore di un exploit inimmaginabile nella stagione 2013/14, coronata con la qualificazione in Europa League grazie al settimo posto finale in campionato. Si è trattato di un ritorno in alto per la società, dopo anni drammatici, difficili, caratterizzati anche dalla retrocessione in Serie B. Andare in Europa ha permesso alla squadra anche di potersi confrontare contro squadre di livello, come l’Atletico Bilbao. Infatti, l’anno seguente, Glik e compagni sono poi stati capaci di compiere una vera e propria impresa, sbancando il San Mames. All’epoca, i granata erano guidati dal tecnico Ventura, il quale si tolse parecchie soddisfazioni nel corso del suo matrimonio con il club piemontese.

Egli si affidò molto alla coppia d’attacco Cerci-Immobile nel corso di quel campionato: un duo prolifico, trascinatore, che ha fatto sognare i tifosi del Torino. La prima punta italiana era un prodotto delle giovanili della Juventus, la quale non credeva, però, nelle sue qualità e lo cedette ai cugini rivali per circa 13 milioni di euro. Quella spesa venne ripagata alla grande sul campo, grazie alle numerose reti realizzate in Serie A. Il classe 1993 mise a referto ben 23 gol su 34 presenze, mantenendo una media gol davvero bassa. Le sue prestazioni erano accompagnate da una abnegazione eccezionale verso i propri compagni di squadra, cercando di dare una mano pure in fase difensiva.

Immobile, Torino
Immobile, Torino

Adesso, Immobile lo si conosce bene, con il suo classico attacco alla profondità, e ha trovato la sua comfort zone alla Lazio. Qui, ha fatto quel salto di qualità, che gli è mancato nella sua esperienza estera al Borussia Dortmund. L’esperto attaccante italiano ha scritto un pezzo di storia del club biancoceleste, siglando oltre 150 reti. L’unica pecca riguardano le sue prestazioni con la maglia della Nazionale, con la quale non è mai riuscito a sfondare e a reggere l’enorme pressione, nonostante la conquista dell’Europeo.

La cavalcata straordinaria del Torino ha portato anche la firma del presidente Urbano Cairo, il quale ha avuto la bravura di costruire una squadra ben attrezzata, con alcuni profili giovani interessanti, quali Darmian. Il terzino destro venne incluso al termine della stagione come titolare nella squadra dell’anno. Non a caso, l’attuale giocatore dell‘Inter divenne un obiettivo di mercato delle big italiane, ma alla fine fu il Manchester United a spuntarla. Tuttavia, l’esperienza inglese non andò come desiderato per il calciatore italiano, il quale fece ritorno anni più tardi in patria. Dati questi eccellenti risultati, il patron del Torino venne scelto dalla giuria come miglior dirigente per il premio Giuseppe Prisco, preferito al numero uno della Juventus, Andrea Agnelli, che in quegli anni dominava il campionato. I granata furono la prima società a ricevere due riconoscimenti nella stessa edizione.

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Rudi Garcia
Rudi Garcia, allenatore del Lione

Roma, Rudi Garcia e il sogno Scudetto

Rudi Garcia è approdato sulla panchina della Roma nella stagione 2013/14, dopo la sua esperienza su quella del Lille. Il tecnico francese era chiamato a compiere un enorme lavoro ai giallorossi, reduci da una brutta annata dato che erano rimasti fuori dall’Europa. Al primo anno in Italia, il noto allenatore ha messo in mostra ottime qualità fin dalle prime giornate di campionato. Il club capitolino ha stabilito un nuovo record, registrando dieci vittorie di fila ad inizio campionato. Ciò ha portato la Lupa ad essere individuata come l’anti-Juventus, la quale si è portata in testa alla classifica al termine del girone d’andata, sfruttando un paio di passi falsi dei rivali.

La Vecchia Signora si è rivelato un’avversario troppo più forte, che ha mantenuto una marcia davvero inarrestabile, come testimoniano i 102 punti finali. Eppure, i giallorossi sono stati autori di un cammino altrettanto interessanti, totalizzando ben 85 punti, che gli hanno permesso di entrare in Champions League, dopo il precedente fallimento. Questi numeri hanno mostrato l’ottimo operato del tecnico Rudi Garcia, il quale si è ambientato immediatamente al calcio italiano, riportando in alto la Roma. Tuttavia non è riuscito a posare la ciliegina sulla torta, ovvero a conquistare un trofeo. Manca da tanto tempo un trionfo in casa del club capitolino, che potrebbe arrivare in queste settimane in caso di conquista della Conference League.

Fonte: https://footballnews24.it/premio-nazionale-giuseppe-prisco-xii-edizione-premiati-immobile-cairo-e-rudi-garcia/