Roma città verde, ma non per tutti (di S. Quaglia)
Data: 14 Maggio 2022

(di Stefano Quaglia, Politecnico di Torino)

L’integrazione di elementi naturali nelle aree urbane non rappresenta di certo un approccio innovativo (basti pensare alle civiltà precolombiane che già nel Periodo Classico piantavano alberi da frutto e colture agricole attorno alle abitazioni per il loro sostentamento). Nonostante ciò è solo negli ultimi decenni che vi è stata una riscoperta del ruolo chiave delle infrastrutture verdi – intese come la rete di aree naturali strategicamente pianificate – nel fornire molteplici benefici alle comunità urbane, come, per esempio, la riduzione dell’inquinamento atmosferico, l’adattamento al cambiamento climatico, la conservazione della biodiversità e l’incoraggiamento a uno stile di vita attivo e sano.

Su questo sfondo, in Italia nell’ultimo decennio il tema delle green cities ha catturato sempre più l’interesse di vari attori, uscendo di fatto da una dimensione puramente accademica ed entrando di diritto nel dibattito politico e pubblico, anche grazie al coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e alla vasta mobilitazione di associazioni e cittadini. Anche a livello legislativo si sono registrati alcuni significativi passi in avanti, come testimoniato dall’emanazione della Strategia Nazionale del Verde Urbano, introdotta nel 2018 con l’intento di promuovere le foreste urbane come “riferimento strutturale e funzionale del verde urbano”. Oltre a questo, in varie città italiane un numero crescente di politiche e progetti sono stati messi in opera a varie scale. Ne è un esempio il progetto Forestami a Milano, recentemente approvato con l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 per migliorare la qualità dell’aria.

In questo contesto, Roma si attesta come una delle città europee più verdi in termini di estensione del suo patrimonio naturale, con il 36% dell’intero territorio comunale coperto da verde urbano pubblico, oltre a una superficie agricola che ne copre circa il 44%. Nonostante questo, essendo il paesaggio urbano romano caratterizzato da una rilevante disomogeneità frutto di uno sviluppo urbano disordinato, la distribuzione del verde appare diseguale. Ciò riguarda soprattutto “la città compatta”, caratterizzata da quartieri intensivi che offrono una grande varietà di attività culturali e ricreative ma, allo stesso tempo, sono carenti dal punto di vista della dotazione e qualità delle aree verdi.

In questa categoria rientra il Municipio V, nel quadrante est della Capitale, contraddistinto da una percentuale di suolo consumato (64%) e da una densità abitativa (9.051 ab/Kmq) tra le più alte di Roma, alle quali si aggiunge la scarsità di spazi verdi (8mq/ab). In quest’angolo di città, tra i quartieri Pigneto e Prenestino, troviamo l’area su cui sorgeva l’ex SNIA Viscosa, una fabbrica di seta dismessa nel 1954, protagonista di un lungo e tortuoso percorso di rigenerazione urbana che ha avuto inizio già dai primi anni Novanta. A testimonianza delle diseguaglianze nella distribuzione del verde in città, ad oggi quella dell’ex SNIA Viscosa è una delle poche aree verdi nel Municipio V. La sua rilevanza per la comunità locale è testimoniata dal lungo processo partecipativo e dalle mobilitazioni che hanno portato solo nel 2004 all’esproprio di una parte dell’area. Gli spazi tornati di proprietà pubblica sono quelli dove attualmente sorgono il Parco delle Energie, con la sua pineta storica impiantata negli anni Venti, e quella del Lago Bullicante Ex SNIA. Quest’ultimo, emerso nel 1992 quando gli scavi per la realizzazione di un centro commerciale intercettarono la falda acquifera, è ritenuto, insieme alla vegetazione che lo circonda, particolarmente importante in termini di biodiversità. A queste due aree si aggiunge l’unica parte ancora di proprietà privata, la sola a non rientrare nel perimento del Monumento Naturale istituito dalla Regione Lazio nel 2020, sulla quale sorgono la maggior parte degli ex edifici industriali, ormai ruderi. Questa parte è attualmente al centro del conflitto tra i proprietari privati, che vorrebbero sfruttarla a fini speculativi, e i cittadini, che invece spingono per il suo esproprio e la realizzazione di parco unitario e multifunzionale.

Il Lago Bullicante Ex Snia, sullo sfondo ciò che resta della tentata costruzione del centro commerciale. Foto di S.Quaglia

Il Lago Bullicante Ex Snia, sullo sfondo ciò che resta della tentata costruzione del centro commerciale. Foto di S.Quaglia 

La trasformazione dell’ex SNIA Viscosa in un parco pubblico, caratterizzata da ripetuti tentativi di speculazione edilizia e conflitti inerenti la proprietà dell’area, come ben raccontato dal Forum Territoriale Parco delle Energie, rende bene l’idea della scarsa visione politica che ha caratterizzato l’amministrazione pubblica romana negli ultimi decenni. Allo stesso tempo, dimostra la necessità di un intervento pubblico deciso in tema di manutenzione e creazione di nuove aree verdi, soprattutto in quei quartieri che di fatto ne sono sprovvisti. L’importanza di questi spazi è ulteriormente avvalorata da quel progetto di una Roma policentrica che il neosindaco Roberto Gualtieri ha messo al centro del suo programma politico e che fa riferimento all’idea di “città dei 15 minuti”, un modello di riorganizzazione degli spazi urbani in cui i cittadini possano trovare a breve distanza dalle loro abitazioni servizi basilari come scuole, presidi sanitari, mezzi di trasporto pubblico, centri sportivi, spazi culturali e luoghi di aggregazione.

La realizzazione di una visione così ambiziosa passa inevitabilmente per l’adozione di un approccio urbanistico radicalmente nuovo, in cui l’amministrazione non abdichi al proprio ruolo di decisore pubblico a favore del solo interesse privato, ma si concentri sui benefici forniti dal verde urbano in termini di miglioramento della salute mentale e del benessere umano, soprattutto in un periodo storico in cui ci troviamo ad affrontare continue crisi, da quella climatica a quella sanitaria.

La pineta e il Centro di Documentazione Maria Baccante - Archivio Storico Viscosa, all'interno del Parco delle Energie. Foto di S. Quaglia

La pineta e il Centro di Documentazione Maria Baccante – Archivio Storico Viscosa, all’interno del Parco delle Energie. Foto di S. Quaglia 

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/05/14/news/roma_citta_verde_ma_non_per_tutti_di_s_quaglia_-9389830/