Monica Lucarelli (assessore Sviluppo Economico): «Via i tavolini concessi per il Covid»
Data: 14 Maggio 2022

L’aiuto in piena pandemia che dava respiro agli esercenti impossibilitati a sfruttare gli spazi interni dei locali e dunque più suolo pubblico concesso per non far morire centinaia di imprese. E tuttavia la deriva in due anni si è palesata: i tavolini che hanno divorato metri e metri di strade e marciapiedi ma ora arriva il cambio di passo. «Nel centro storico gli spazi in più concessi con il Covid saranno rimossi», spiega l’assessore allo Sviluppo Economico Monica Lucarelli. 
 

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Assessore, la giunta capitolina ha approvato una delibera che mette mano, dal primo luglio, al capitolo “tavolini e dehors all’aperto”. Cosa accadrà?
«La delibera, lasciando da parte l’emendamento per un ulteriore proroga al trenta settembre di cui sta discutendo il governo, rappresenta un ponte perché per il primo luglio, con la scadenza ufficiale delle proroghe già concesse, dovevamo normare il settore in vista dell’autunno quando avremo un nuovo Regolamento con quelle che saranno le indicazioni del ministero della Cultura in merito ai monumenti, alle strade e alle piazze particolarmente attenzionate».
 

Dunque che succede?
«Chiediamo a tutti coloro che hanno ottenuto le concessioni con la norma Covid di confermarle tramite la piattaforma telematica “Get”, presentando una relazione, non richiesta in questi due anni, di un tecnico con la planimetria degli spazi esterni. Abbiamo assistito a un dilagare di situazioni anche illegali, ora chiediamo il rispetto di una serie di regole a partire dal codice della strada».
 

Nel centro storico via i tavolini concessi in più? 
«Chi prima del Covid già aveva spazio ha potuto poi chiedere l’aumento di suolo fino al 50%: questo non sarà più possibile».
 

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Facciamo un esempio: cosa succede dal Pantheon a via del Tritone?
«L’esercizio che aveva già un dehors autorizzato prima della pandemia di sei metri quadri e che con l’emergenza aveva esteso l’occupazione di suolo a nove metri quadri, torna ai sei originari».
 

Quindi dovranno essere tolte le occupazioni aggiuntive?
«Esattamente».
 

Da un confronto con il I Municipio si è certificata una sorta di deregulation?
«Diciamo che siamo arrivati a un’esagerazione. Le strade del Centro sono più strette, ci sono altre attività ma ci sono strade che hanno un tavolino dietro l’altro che rende difficoltoso il passaggio e reca danno al decoro. Quindi abbiamo accolto la richiesta del I Municipio che lamentava una situazione insostenibile. D’altronde queste deroghe Covid sono nate in un momento in cui non c’era il traffico di oggi e non c’erano le persone che ci sono adesso e in più la somministrazione all’interno degli esercizi non era possibile. Per fortuna sembra che abbiamo superato quel periodo».
 

Se i tavolini restano cosa succede?
«Tornano le sanzioni perché saranno dichiarati abusivi, settimanalmente con una “task-force” procederemo con i controlli. Resta nel I Municipio la sospensione dei piani di massima occupabilità e rimane al momento la possibilità di fare la richiesta di confermare le occupazioni di suolo pubblico, per chi non aveva lo spazio, di fronte alle proprie vetrine entro i 25 metri dal locale. Il più 70% fuori dall’area Unesco invece rimane».
 

Nel Centro quanti locali hanno ampliato fino al 50% lo spazio esterno?
«Quello che abbiamo acquisito dopo l’analisi svolta dal I Municipio è che sulle circa 3 mila richieste circa 2.600 sono state presentate secondo la normativa Covid».


 

Gli esercenti del centro non saranno contenti, è preparata?
«Noi ci siamo confrontati con le associazioni di categoria, ovviamente gli scontenti ci saranno ma per noi era importante ripristinare decoro e sostenibilità e combattere l’abusivismo». 
 

In vista dell’autunno cosa dovremmo aspettarci?
«Sicuramente con la Sovrintendenza capitolina rimetteremo mano anche al rinnovo del catalogo degli arredi sempre per un discorso di decoro almeno nella parte della Città storica. Adesso ci sono situazioni molto diversificate tra di loro, alcune sono gradevoli altre invece obbrobriose».
 

Secondo lei perché con una norma che sotto la pandemia ha cercato di aiutare le imprese si è poi arrivati a una deriva che ha offeso il decoro e non solo? 
«Tanti lavorano in maniera seria. Ma questo problema lo vediamo in generale, anche per chi parcheggia l’auto davanti allo scivolo per i disabili. Il motivo per cui vogliamo che vengano affisse le planimetrie degli spazi autorizzati nei locali è perché vogliamo responsabilizzare gli esercenti ma anche i romani stessi devono essere responsabili: l’aperitivo all’aperto piace a tutti ma in certe situazioni non dovremmo neanche sederci».

Fonte: https://www.ilmessaggero.it/roma/news/tavolini_aperto_roma_monica_lucarellli_cosa_dice_intervista_messaggero_ultime_notizie-6687711.html