Viterbo News 24 – ”Piani di sicurezza e canone unico al palo, gli ambulanti non ripartono”
Data: 13 Maggio 2022

”Piani di sicurezza e canone unico al palo, gli ambulanti non ripartono”

Vincenzo Cardenia (Goia Fenapi): ”I Comuni snobbano il comparto, noi prepariamo i ricorsi”

Monica

13/05/2022 – 06:44
di Monica Di Lecce

VITERBO – La fiera anticipata dalla domenica al venerdì, nello stesso giorno del mercato settimanale, con una comunicazione agli ambulanti che dovrebbero parteciparvi arrivata appena due giorni prima, con la conseguenza che qualcuno non è riuscito a organizzarsi per tempo e con gli operatori settimanali costretti a rimanere a casa.

L’ultimo “sgarbo” agli ambulanti si è maturato ad Acquapendente dove per oggi è in programma la fiera, ma si tratta solo dell’ennesimo disagio che i commercianti su strada stanno registrando da tempo un po’ in tutta la Tuscia. ”Ad Acquapendente anticipano la fiera ad oggi sopprimendo il mercato settimanale, ma noi non ci mettiamo l’uno contro l’altro” dice Vincenzo Cardenia, membro del direttivo nazionale G.O.I.A Fenapi delegato per la provincia di Viterbo, che da mesi sta sbattendo i pugni con le amministrazioni locali per rivendicare piani di sicurezza e il rispetto del canone unico.

”La nostra è stata una delle categorie più penalizzate sotto la pandemia – prosegue Cardenia – infatti, nonostante la nostra attività si svolga all’aperto quindi in condizioni, a detta degli esperti, di maggiore sicurezza, i supermercati sono stati sempre aperti mentre noi ci siamo dovuti fermare. Ora, finita l’emergenza sanitaria, il comparto degli operatori commerciali su aree pubbliche nella Tuscia è ancora paralizzato”.

Cardenia ricorda, insieme ad Acquapendente, altre realtà in cui gli ambulanti non hanno vita facile: Marta, Grotte di Castro e Canino ma anche Civita Castellana e Bolsena.

”A Canino, per esempio – prosegue Vincenzo Cardenia – ci hanno comunicato che poteva svolgersi il mercato solo 14 ore prima, con un preavviso talmente esiguo da impedirci di poterci preparare”. Caso emblematico quello di Viterbo. ”La fiera dell’Annunziatra- ricorda il delegato Fenapi – è saltata ma è stato fatto un altro mercato. Questo perché è arrivato il privato che ha presentato il piano di sicurezza e ha svolto l’evento mentre le amministrazioni pubbliche invece o non lo fanno o lo fanno male. A tal proposito – prosegue Vincenzo Cardenia – abbiamo più volte avuto colloqui con la prefettura e ci è stato detto che i piani di sicurezza previsti dalla direttiva ministeriale del 5 aprile, vengono presentati in ritardo, scritti male oppure qualche Comune non li presenta proprio e annulla le fiere. A questo punto la domanda è d’obbligo: sono incompetenti oppure denigrano la categoria degli ambulanti?”.

Oltre ai piani di sicurezza, c’è anche la questione canone unico. ”C’è una legge che prevede che nei mercati, dove c’è un’occupazione temporanea di suolo pubblico, gli ambulanti paghino una tariffa oraria – spiega ancora Vincenzo Cardenia – ma ci sono Comuni nella Tuscia in cui questo non viene rispettato e gli ambulanti pagano di più. Il Comune di Bolsena, per esempio, ha chiesto una montagna di soldi per i tributi. Abbiamo inviato Pec senza avere risposte ed è un mese che tentiamo di parlare con il responsabile dei tributi senza riuscire ad avere un appuntamento e senza sapere se almeno esiste un responsabile dei tributi in quel Comune”.

La situazione non migliora a Civita Castellana. ”Su 100 spazi – prosegue il membro del del direttivo nazionale G.O.I.A Fenapi – ne sono rimasti la metà. Ho visitato quel mercato sabato scorso, e l’ho trovato allo sbando, con anarchia e abusivismo a farla da padrone. Al comune civitonico abbiamo chiesto più volte un incontro sindacale proprio per risolvere i tanti problemi e abbiamo offerto la nostra massima collaborazione, sembra però che nessuno abbia ricevuto il messaggio. La nostra associazione ha avviato una serie di consultazioni con studi legali perché non intendiamo più assistere a questa situazione paradossale. Oltre ai ricorsi che stiamo preparando, ci rivolgeremo a tutti i livelli istituzionali affinché intervengono con urgenza sul caso. Il comparto ambulante – conclude Cardenia – è rimasto fermo due anni per causa della pandemia e ha bisogno di riprendere a lavorare il più presto possibile”.

Fonte: https://www.viterbonews24.it/news/piani-di-sicurezza-e-canone-unico-al-palo,-gli-ambulanti-non-ripartono_122945.htm