Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp cresce grazie a macellerie, Gdo e aziende di trasformazione
Data: 13 Maggio 2022

La filiera del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp gode di ottima salute e registra numeri in crescita come emerso durante l’ultima assemblea del consorzio riunitasi nei giorni scorsi. Tra i fattori che ne hanno permesso la valorizzazione, anche la grande distribuzione organizzata e le macellerie che hanno saputo contenere i danni del crollo dei consumi nella ristorazione dovuti alla pandemia.

Non solo: il consorzio ha condotto un importante lavoro di valorizzazione del prodotto, di comunicazione, e ha saputo cogliere le nuove domande del consumatore, collaborando con aziende di trasformazione per la creazione di prodotti che prevedono, tra gli ingredienti, carne certificata Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp. Una tipologia di prodotti in crescita e che sta riscuotendo successo, anche perché viene percepita l’unicità e la qualità del marchio Igp. Dal 2010 sono state 577 le autorizzazioni rilasciate dal Consorzio per l’utilizzo della denominazione protetta e del logo ‘Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp’ nei prodotti trasformati.

“L’Informazione e la promozione sviluppate nel 2021 attraverso la nuova campagna pubblicitaria, che ci ha portati anche in tv – spiega il direttore del consorzio Andrea Petrini – e la particolare attività svolta attraverso i nostri canali digitali (sito e social) ci ha permesso di recuperare il leggero calo verificatosi nel 2020 e di mettere la basi per una crescita ancora maggiore per il 2022 che ha visto questi primi 3 mesi tra i migliori degli ultimi 6 anni.”
 
Per Petrini, il costante impegno di valorizzazione, promozione, tutela e salvaguardia svolto dal consorzio di tutela, ha permesso di sviluppare le potenzialità della filiera legata alle razze bovine tipiche dell’Italia centrale.

Nel 2021 i bovini certificati Igp Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale sono stati 17.980 contro i 17.621 del 2020 e il numero di allevatori è di 3.204, altro dato in crescita rispetto all’anno precedente. La filiera è composta da 1086 macellerie, 78 mattatoi e 125 laboratori di sezionamento.

Rispetto alla distribuzione regionale degli allevamenti in vetta troviamo l’Umbria con 596 allevamenti, seguita dal Lazio (529), la Toscana (521), le Marche (490), la Campania (378), l’Abruzzo (355), l’Emilia Romagna (270) e il Molise (65). Interessante anche l’andamento delle adesioni nei punti vendita ai controlli. Negli ultimi 10 anni si è passati da 807 a 1086 con una crescita pari a circa il 25 per cento.

Fonte: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/osservacibo/2022/05/13/news/vitellone_bianco_dellappennino_centrale_igp_cresce_grazie_a_macellerie_gdo_e_aziende_di_trasformazione-349398598/