Peste suina, cinghiali infetti a Roma: zona rossa estesa oltre il Raccordo
Data: 13 Maggio 2022

di Maria Egizia Fiaschetti

Il commissario di governo, Angelo Ferrari, dovrebbe firmare il provvedimento per gli abbattimenti selettivi al più tardi venerdì. Nel frattempo, l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, chiede di intervenire al più presto

Dopo l’ultimo caso positivo alla peste suina, il quarto accertato, e altre due carcasse trovate, il commissario straordinario all’emergenza, Angelo Ferrari, è convinto che nel quadrante nord si dovrà estendere la «zona rossa» oltre il Raccordo: «La campagna di ricerca sta proseguendo e presumo che troveremo altri campioni infetti, ormai l’area dei tre parchi (Insugherata, Veio, Bracciano-Martignano, ndr) è endemica. Il quadro è in continua evoluzione, prima di adottare provvedimenti, aspettiamo che si stabilizzi». L’ordinanza sugli abbattimenti selettivi dovrebbe arrivare a breve, al più tardi lunedì, ma Ferrari ritiene che potrebbe risultare poco efficace nelle aree dove ormai è alta la circolazione del virus: «Probabilmente non potremo andare a toccare la situazione all’interno dei parchi dove ormai gli animali muoiono da soli. Il decorso dell’infezione, che crea gravi emorragie interne, è in media di sette-otto giorni». Resta il tema della messa in sicurezza dei varchi: «Mi risulta che non siano ancora stati tutti chiusi». La Regione sta valutando gli interventi per blindare i possibili punti di accesso verso la città lungo il Gra utilizzati come corridoi dagli ungulati: «Si sta ragionando sul tipo di reti – rivela Maurizio Gubbiotti, presidente di Roma Natura – e il coinvolgimento dell’Anas per velocizzare i lavori». Quanto alle misure di depopolamento, suggerisce di prendere a modello la tenuta presidenziale di Castelporziano: «Lì i fucilieri della Forestale, tiratori scelti, contano i capi e decidono la quota di abbattimenti necessaria». In altre zone, dal Parco della Maremma ai Monti Sibillini, la strategia è duplice: una parte viene eliminata tramite l’uccisione sul posto, un’altra tramite la cattura e il trasferimento al macello. Se non fosse che nel Parco dell’Insugherata di notte le gabbie sono state spesso forzate e si è dovuto predisporre un servizio di guardiania contro i sabotaggi.

Mentre la politica temporeggia in attesa di dati consolidati, continuano gli avvistamenti: un grosso cinghiale è spuntato ieri mattina in via Courmayeur, alla Camilluccia, tra le piante di un giardino a ridosso della carreggiata. I residenti hanno chiamato i vigili urbani, che hanno delimitato la zona con il nastro e richiesto l’intervento della Asl. L’animale ha destato preoccupazione perché barcollava, sintomo probabile di contagio da peste suina. Il veterinario, però, non era attrezzato per la cattura e non ha potuto fare granché: nonostante apparisse molto debilitato l’ungulato, rimasto a lungo sdraiato sull’erba, è riuscito ad alzarsi ed è tornato nel Parco dell’Insugherata: «La situazione si aggrava ogni ora di più, l’epidemia si espande e l’ordinanza firmata da Zingaretti è un fallimento – accusa Fabrizio Santori, consigliere comunale della Lega -. Sotto casa le persone trovano i cinghiali sfiniti e morenti, accasciati lungo il cammino». Ieri, al galoppatoio di Villa Ada, frequentato da bambini e famiglie, è stato visto di nuovo aggirarsi un altro cinghiale, forse lo stesso segnalato dall’Osservatorio Sherwood. Nel frattempo l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, aggiorna il bollettino («Attendiamo le analisi su altri due cinghiali morti») e sollecita il commissario di governo ad assumere nelle prossime ore «provvedimenti idonei, rapidi e risolutivi».

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13 maggio 2022 (modifica il 13 maggio 2022 | 08:15)

Fonte: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_maggio_13/peste-suina-cinghiali-infetti-roma-zona-rossa-estesa-oltre-raccordo-e1aa5c72-d225-11ec-887c-70e4d8d3607c.shtml