Ospedali a Milano, il nuovo Galeazzi e la sanità del futuro
Data: 13 Maggio 2022

A settembre l’inaugurazione ma è allarme infermieri, ne mancano 9.500

Gli ospedali di Milano sono pronti alla rivoluzione, niente sarà più come prima. In tutto sono quattro i cantieri aperti che cambieranno il volto della sanità milanese. Il più grande è quello del nuovo maxi ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, che sorgerà nell’ex villaggio expo in quell’area rinominata “Mind” acronimo di “Milano Innovation District”. Il nuovo quartiere del Capoluogo lombardo è destinato a diventare il più grande distretto di rigenerazione urbana pubblico-privata in Italia.

L’identikit del nuovo Galeazzi: innovazione, sostenibilità e sicurezza

La nuova struttura, di quello che è già stato battezzato “l’ospedale del futuro”, è alta 94 metri e ospita sedici piani di cui sette per le degenze. Il fiore all’occhiello dell’ospedale del nuovo quartiere “Mind” è l’innovazione tecnologica: finestre “intelligenti” per ridurre gli sprechi energetici, impianti di co-genenerazione per produrre energia, un tetto completamente rivestito di pannelli solari e un impianto di sicurezza all’avanguardia composto da 600 telecamere e sensori per monitorare lo stato di “salute” dell’edificio.

Ospedali a Milano, in totale sono 7.960 i posti letto disponibili

Degna di nota anche la capienza ricettiva della nuova struttura: 600 posti letto tra quelli a contratto del Sistema sanitario nazionale e quelli privati. Niente a che vedere però con il Gemelli di Roma la cui capienza è di 1.548 posti letto. In totale a Milano i posti letti di degenza ordinaria disponibili a carico del Snn tre le 32 Case di Cura, Ospedali e Ircss del Capoluogo sono 7.960. Nell’infografica in apertura la classifica dei primi venti reparti degli ospedali di Milano per posti letto. Quello più ricettivo è il reparto di medicina generale del Niguarda con 180 posti letto, per l’ortopedia il più capiente è l’attuale Galeazzi con 156 posti letti, mentre per il reparto ostetricia e ginecologia in cima troviamo il Policlinico di via Sforza con 130 posti letto il cui cantiere infinito, finalmente, vede avvicinarsi la chiusura.

Nuovo Policlinico di Milano, il cantiere chiuderà nel 2024 (ed era ora)

Il nuovo Policlinico sarà operativo per l’inizio del 2024. I lavori di ampliamento proseguono con vari ritardi addirittura dal 2000, complice il fallimento di un’impresa coinvolta nelle demolizioni la Fratelli Baraldi, prima indagata per infiltrazioni mafiose, poi in difficoltà economiche, fino al suo default ufficializzato dalla sentenza del Tribunale di Modena ma in seguito annullato dalla Cassazione.

Novecento posti letto e il nuovo giardino pensile in “stile” Bosco Verticale

Il nuovo ospedale del centro di Milano metterà a disposizione ben 900 posti letto in più e un “giardino pensile” in stile Bosco Verticale, sempre progettato da Stefano Boeri, che ricoprirà tutto il tetto dell’edificio. Il costo dell’intero progetto è di 201 milioni di euro. Interessante anche il dato sull’impatto energetico del nuovo ospedale “Maggiore Ca’ Granda”, cosi si chiama la struttura sanitaria che sorge davanti all’Università Statale. Infatti il nuovo Policlinico produrrà 7mila tonnellate di anidride carbonica in meno.

Neurologico Besta e Istituto Tumori, 458 milioni di euro per trasferirli a Sesto San Giovanni

Viene poi il restyling degli ospedali San Carlo e San Paolo, per il primo è previsto un nuovo reparto di medicina d’urgenza e per il secondo un adeguamento energetico. Chiude la mappa della nuova sanità milanese il trasferimento a Sesto San Giovanni, nella nuova Città della Salute, dei due ospedali di Città Studi: il Neurologico Besta e l’Istituto dei Tumori. Costo totale dei cantieri della nuova sanità meneghina: 1 miliardo e 719 milioni di euro. La parte del leone la fa il trasferimento e la costruzione delle nuove sedi dei nosocomi di Città studi con un finanziamento pari a 458 milioni di euro.

Più posti letto ma meno infermieri: in Lombardia ne mancano 9.500

Purtroppo però i conti sono stati fatti senza l’oste o meglio senza gli infermieri, infatti in Lombardia ne mancano all’appello ben 9.500. La ragione? Vengono pagati troppo poco. Quella dell’infermiere è una professione da salvare. Il Covid ha mostrato a tutti l’impegno e i sacrifici “monstre” degli infermieri e l’esito è che sono sempre meno i giovani che decidono di fare questa carriera e hanno ragione. In Italia un infermiere viene pagato molto meno dei colleghi europei; in media 1.450 euro che, in una città come Milano, non sono abbastanza per contrastare il carovita galoppante ma non è finita qui: in Italia non c’è differenza tra infermiere generalista e specializzato, questo vuol dire che anche se hai studiato di più lo stipendio è sempre lo stesso.

Case di Comunità, mancano all’appello 2.180 camici blu

Una bella fregatura per quella che, tra le professioni sanitarie, è la più pesante tra turni infiniti e reperibilità nei festivi. Non stupisce che siano sempre meno i giovani che s’iscrivono a infermieristica.  Nell’infografica in cima a questo paragrafo il dettaglio del fabbisogno di infermieri in Lombardia, la strutture più a rischio per la mancanza di personale sono le Rsa, a corto di 3.500 infermieri, e le Case di Comunità; i nuovi presidi socio-sanitari previsti dal Pnrr per i quali mancano all’appello 2.180 infermieri. Grave anche la situazione nei reparti specializzati per la terapia del dolore dei pazienti terminali nei quali c’è bisogno di 1.200 infermieri.

I dati si riferiscono al 2019-2022

Fonte: Comune di Milano

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Fonte: https://www.truenumbers.it/ospedali-a-milano/