RIFORMA PENSIONI 2022/ Pd e Cgil: il bonus da 200 euro non basta
Data: 12 Maggio 2022

LE PAROLE DI SERRACCHIANI

In un video pubblicato sui social del Pd, Debora Serracchiani evidenzia che “l’assegno energia è una battaglia vinta dal Partito Democratico. Andavano aiutati da subito i lavoratori e i pensionati italiani contro il caro energia, l’aumento delle bollette, del costo dei carburanti.

Lo abbiamo fatto nel modo più semplice mettendo 200 euro direttamente nelle buste paga e nei cedolini delle pensioni, abbiamo anche contribuito all’abbattimento del costi degli affitti e del costo dell’abbonamento del trasporto pubblico locale”. “Non ci possiamo fermare qui dobbiamo cercare proprio in questo momento di aiutare i lavoratori, le imprese, i pensionati ad affrontare l’aumento del costo della vita”, aggiunge l’esponente dem come riporta triestecafe.it, trovando pienamente d’accordo Gianluca Lacoppola, responsabile Cgil empolese, secondo cui, come riporta l’edizione locale della Nazione, “se arrivano soldi in più in tasca ai lavoratori e ai pensionati, male non fa ma il tema del lavoro povero e delle basse pensioni non si risolve certo così”.

OECD: “ITALIA È IL PAESE CHE SPENDE PIÙ IN PENSIONI”

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), l’Italia è il primo Paese in Europa per spesa sul settore pensioni: in attesa di un’accelerata convinta sulla prossima riforma pensioni, targata 2022-2023, il dato europeo segna ancor di più l’urgenza di riformare la nostra previdenza.

Il Paese che spende più sulle pensioni e anche quello con l’età pensionabile più alta, problemi a cui vanno aggiunti il crollo demografico e l’aumento dell’aspettativa di vita. «L’Italia spende il 15,64% del PIL per la spesa pensionistica», rilancia il report OECD. Subito dietro Austria e Portogallo (con il 12% del PIL); tali dati, incrociati con quelli OCSE che riflettono la possibilità che in Italia si possa andare in pensione nel futuro a 71 anni – qualora non si intervenga per tempo a riformare la previdenza – mettono un “pungolo” in più al Governo nel tentativo che prima della fine della legislatura possa essere approvata l’importante e necessaria riforma pensioni. (agg. di Niccolò Magnani)

LE PAROLE DI DE PALO

Aprendo gli Stati generali della natalità a Roma, Gigi De Palo ha ricordato l’importanza di invertire il trend demografico, altrimenti, tra le altre cose, “crollerà il sistema pensionistico”.

Come riporta l’agenzia di informazione Sir, il presidente della Fondazione per la natalità e del Forum nazionale delle associazioni familiari ha evidenziato che in Italia “chi lavora versa parte del proprio stipendio all’Inps sotto forma di ‘contributi’ che gli saranno restituiti quando non lavorerà più. Ma i contributi versati dai lavoratori ogni mese non vengono messi da parte: servono a finanziare le pensioni degli anziani. Ecco perché è importante che ci sia un equilibrio tra il numero di lavoratori e il numero di pensionati. Se ci saranno sempre più anziani e sempre meno lavoratori, chi pagherà le pensioni dei giovani di oggi quando saranno vecchi visto che non nascono più bambini ovvero i lavoratori di domani? Quindi avremo un Paese dove le giovani generazioni potrebbero non avere alcuna pensione o, comunque le pensioni saranno talmente basse da non permettere una vita dignitosa dopo anni e anni di lavoro”.

L’INIZIATIVA DELLO SPI-CGIL

Come riporta primamonza.it, Spi-Cgil Lombardia e Spi-Cgil di Monza e Brianza sono tornati in piazza con la campagna “Sempre al tuo fianco”.

Anna Bonanomi, Segretaria generale dello Spi-Cgil di Monza e Brianza, spiega che “con la nostra presenza capillare sul territorio, daremo informazioni e orientamento sulle opportunità e sulle tutele che esistono e spesso non sono conosciute, per quanto riguarda la condizione di non autosufficienza, quella dei diritti in ambito sanitario, socio sanitario e assistenziale, quello della verifica della correttezza della pensione che si percepisce, dell’organizzazione del tempo libero e tanto altro”. Quello del controllo della correttezza dell’importo dell’assegno è un servizio molto importante che lo Spi, come gli altri sindacati, offrono da tempo e che non finisce mai di portare a sorprese positive per i pensionati. “Prosegue dunque il nostro impegno per una sanità pubblica, per una legge sulla non autosufficienza, per mantenere il potere d’acquisto delle pensioni, al fianco dei lavoratori per un futuro dove il lavoro sia la condizione per dare fiducia alle giovani generazioni”, aggiunge Bonanomi.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DEL CARLO

Alessandro Del Carlo è stato confermato alla presidenza nazionale dell’Anp-Cia e, come riporta corrierenazionale.it, nelle sue prime parole dopo la rielezione ha ricordato come le conseguenze della guerra in Ucraina stiano facendo salire il costo della vita e “per i redditi bassi come i pensionati al minimo, la situazione è diventata completamente insostenibile”. Del Carlo ha quindi evidenziato che bisognerebbe aumentare l’importo delle minime a 780 euro al mese. “L’assegno pensionistico attuale non solo è tecnicamente inadeguato, ovvero sotto tutti i parametri previsti dalle norme nazionali ed europee sui livelli di povertà, ma è moralmente e socialmente ingiusto. I pensionati al minimo sono stati dimenticati da tutti i numerosi provvedimenti che il governo ha fatto durante l’emergenza Covid, nonostante per loro siano aumentati disagi e bisogni materiali”, ha detto.

LE MOSSE NECESSARIE PER L’ANP-CIA

Secondo l’Anp-Cia, sarebbe anche necessario “ridurre la tassazione sulle pensioni, anche con l’estensione della no tax area fino a tre volte il minimo; rivedere i criteri di accesso alle pensioni di cittadinanza, che hanno impedito alla stragrande maggioranza dei pensionati di beneficiarne; prevedere diritti fiscali per gli incapienti che, con la normativa attuale, non possono detrarre oneri, spese e familiari a carico; estendere e stabilizzare la 14esima mensilità, in modo che diventi parte integrante della prestazione pensionistica; superare le incertezze interpretative sull’Ape Social per gli agricoltori circa la possibilità di andare in pensione anticipatamente senza penalizzazioni, riconoscendo il carattere usurante del lavoro svolto; modificare ‘Opzione donna’ superando difformità di trattamento sbagliate; istituire una ‘pensione base o di garanzia’ per i giovani”.

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Fonte: https://www.ilsussidiario.net/news/riforma-pensioni-2022-anp-cia-chiede-di-alzare-le-minime-a-780-euro-ultime-notizie/2339587/