Fabio Pigozzi, talento e scienza: è il nuovo presidente di Nado Italia
Data: 12 Maggio 2022

Il professor Fabio Pigozzi è il nuovo presidente di Nado Italia, l’ente che gestisce l’antidoping nel nostro Paese. Succede al generale Leonardo Gallitelli che guidava la struttura dal settembre del 2015. Fin qui note scarne di un avvicendamento di cui si ragionava da tempo. A indicare il nome del già rettore dell’Ateneo Foro Italico di Roma, punto di riferimento italiano delle Scienze Motorie, nonché Università che da sempre divide i suoi spazi proprio con gli uffici che dirigono lo sport in Italia, sono stati d’intesa come prevede la legge, il ministro della Salute, il Sottosegretario Valentina Vezzali e il presidente Giovanni Malagò. 

E’ una scelta che finalmente trova il plauso unanime del mondo dello sport, di quello accademico nonché di quello politico. Per i non addetti ai lavori, stiamo parlando di una figura riconosciuta a livello internazionale tra le  più preparate in materia antidoping. L’unico esponente del nostro paese membro del Foundation Board e dell’Health, Medicai & Research Commission dell’Agenzia Mondiale Antidoping, presidente da dodici anni della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport, dal 2015 membro della Commissione Medica e Antidoping dell’Associazione dei Comitati Olimpici Europei e dal 2017 della Commissione Medica della World Olympians Association. Medico con due specializzazioni, cardiologia e medicina dello sport, e un solo filo invisibile a unire entrambe: l’attività fisica pulita, l’agonismo trasparente, la partecipazione ai massimi livelli dello sport lontana da ogni possibile artificiosità che ne alteri il senso non solo sportivo ma filosofico. 

A parlare per il professor Pigozzi è soprattutto il lavoro portato avanti in questi ultimi trent’anni d’attività. Una esperienza sul campo che i suoi più stretti collaboratori raccontano divisa in due, la prima conosciuta e presente nelle cronache con i riconoscimenti facili da ritrovare sul web. Le sue tre partecipazioni alla Giunta Coni, quel parlamento dello sport dove sedette per la prima volta nei giorni di governo Petrucci, l’essere stato chiamato a far parte del Consiglio di Amministrazione e del comitato tecnico scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, l’avere scalato tutti i gradini della carriera accademica, piu’ di 200 lavori su pubblicazioni internazionali, per due mandati membro del Consiglio Superiore di Sanità, direttore dei Servizi Antidoping per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006. 

Ma forse a catturare ancor più l’attenzione è l’aspetto meno conosciuto di questo dirigente che negli aristocratici uffici del Comitato Internazionale Olimpico di Losanna viene unanimemente considerato come una vera e propria colonna della lotta italiana al doping. Fabio Pigozzi ha di fatto dedicato tre decadi a due orizzonti distinti che spesso hanno finito per intrecciarsi. Il primo è relativo all’Università dello sport Foro Italico. Pochi conoscono il lavoro burocratico, legale, politico, di sostanza e di cultura portato avanti per trasformare l’edificio che poco meno di cento anni fa vedeva nascere l’Isef, prima di vedersi trasformato in Iusm, Istituto Universitario di Scienze Motorie e poi definitivamente in “Ateneo Foro Italico”, quarta università statale di Roma.

Per raggiungere questo obiettivo accarezzato dal suo mentore Giulio Marinozzi a cui è dedicata l’iconica sala conferenze dell’Ateneo, il professor Pigozzi ha contribuito in prima persona a portare a termine un viaggio che ha avuto molti ostacoli. Costanza, convinzione sull’obiettivo, conoscenza esatta di cosa si voleva fare. Facile dire oggi che avesse ragione, ma definire quel percorso “a ostacoli” è un eufemismo. Nei sei anni che lo hanno visto guidare da rettore l’università, il professor Pigozzi si è convinto della necessità di legare studi ed esperienze di scienze motorie con un lavoro concreto sulla salute. Nasce con questo presupposto l’idea di dare vita al Centro di Medicina dello Sport dell’Ateneo, un poliambulatorio aperto al pubblico e che oggi si sta progressivamente trasformando in punto di riferimento urbano del settore. Università e scienza, ai lati di uno stesso corridoio, considerando lo sguardo largo col quale il professor Pigozzi ha interpretato su una sola dimensione immagine e storia degli atleti. Che fossero essi di talento internazionale o semplici appassionati del weekend, non ha mai davvero fatto differenza. 

E’ con questo spirito che nel 2010 la elezione  al vertice della Federazione Internazionale di medicina dello sport  ha fatto del professor Pigozzi un presidente con un nuovo modo di interpretare il compito di quella federazione. Il colpo che consente un ulteriore salto internazionale alla Fims arriva nel 2014: l’università di Brighton diventa infatti il primo centro di ricerca antidoping della Federazione internazionale di medicina dello sport. L’appuntamento vede la partecipazione di Ugur Erdener, membro del comitato Esecutivo e chairman della commissione medica del Cio, e del dottor Olivier Rabin, direttore scientifico della Wada. Il centro, sotto la direzione del professor Yannis Pitsiladis è di fatto la base della Fims per studi e ricerche in materia antidoping. Un’accelerazione impensabile prima dell’arrivo del professor Pigozzi. La nomina al vertice dell’antidoping italiano rappresenta di fatto il lieto fine di una storia scritta.

Fonte: https://www.repubblica.it/sport/vari/2022/05/12/news/antidoping_nado_italia_coni_fabio_pigozzi-349215829/