Ama bocciata nella gestione dei rifiuti: ha perso il 24% di efficienza in 5 anni
Data: 12 Maggio 2022

di Luisa Monforte

L’analisi abbraccia il periodo dal 2016 al 2021: la raccolta differenziata ferma al 45%. Virtuosi, invece, i giovani tra i 15 e i 29 anni: il 58,3% di loro ha sostenuto di dividere sempre i rifiuti.

Dietro l’emergenza che investe Roma, tra sacchetti d’immondizia ai bordi delle strade e cinghiali che grufolano tra i rifiuti, c’è il calo dell’autonomia di Ama nel trattamento degli scarti che, negli ultimi 5 anni, è crollata del 24%. È quanto rileva l’ultimo dossier dell’Agenzia capitolina per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali (Acos). A gravare sulle performance della municipalizzata – che nel 2021 ha raggiunto il 14% di trattamento autonomo degli scarti a fronte del 38% registrato nel 2016 – ci sono la mancanza di investimenti, l’obsolescenza e i danni agli impianti.

Entrando nel dettaglio dei dati del primo semestre del 2021, emergono le reali necessità impiantistiche della Capitale. Tra gennaio e giugno dell’anno scorso Ama è riuscita a trattare il 16% dell’indifferenziato, il 10% dell’organico, e a selezionare il 10% dei multimateriali leggeri: carta e plastica. Da un lato ha pesato la raccolta differenziata ferma al 45%. Il dato è confermato dall’indagine di Acos: la maggior parte degli intervistati ha ammesso di dedicarcisi occasionalmente (il 51% nella fascia d’età tra i 30 e i 64 anni; il 45,2% in quella degli over 64). Virtuosi, invece, i giovani tra i 15 e i 29 anni: il 58,3% di loro ha sostenuto di differenziare sempre i rifiuti.

Dall’altro lato, secondo Acos, non va sottovalutato che «sebbene il ciclo dei rifiuti si chiuda prevalentemente nel Lazio, rimane l’importante eccezione della frazione organica, che si aggiunge alla criticità della mancanza della discarica di servizio, dopo la chiusura di Malagrotta». È in questo contesto che l’Agenzia ha interpellato 18 comitati e associazioni, principalmente con sede nei Municipi XIII e XV dove saranno costruiti i due biodigestori anaerobici da 120mila tonnellate annue, che il sindaco ha preferito a quelli di compostaggio aerobico, più piccoli, progettati in precedenza. La tecnologia scelta da Gualtieri, a differenza dell’altra, tratta l’umido senza l’uso di ossigeno e produce biometano. In 10 casi su 18, le preoccupazioni dei residenti sull’anaerobico, riguardano le «possibili perdite di metano». Seguono i timori per la «qualità del compost in uscita» e «quantità di compost non a norma» (9 su 18). Subito dietro ci sono i rischi per la salute, per le emissioni e i miasmi: preoccupano 8 comitati su 18.

E 7 associazioni, infine, sono impensierite dall’inquinamento e dal traffico generato dai camion verso le nuove strutture, di qualunque tipo queste siano e vorrebbero «impianti piccoli e diffusi». Tuttavia, secondo i dati diramati da Acos, emerge una maggiore sostenibilità del sistema anaerobico rispetto a quello aerobico. Il primo, spiega l’Agenzia, producendo energia consente un risparmio medio di 1.993 megajoule a tonnellata, mentre il secondo consuma 1.332 Mj/t. Sulle emissioni di gas serra la biodigestione consente un risparmio medio di 40 kg a tonnellata di Co2, a fronte degli 80 kg/t di anidride carbonica prodotta dal compostaggio aerobico. «Per realizzare gli impianti – commenta il presidente di Acos, Carlo Sgandurra – abbiamo avuto un approccio pragmatico, lontano da posizioni preconcette per restituire pulizia e decoro alla città».

12 maggio 2022 (modifica il 12 maggio 2022 | 07:13)

Fonte: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_maggio_12/ama-bocciata-gestione-rifiuti-ha-perso-24percento-efficienza-5-anni-ff3d0184-d15f-11ec-b465-8b7c23727ee0.shtml