Covid, hub chiusi e attesa dei vaccini aggiornati: ecco perché non decolla la quarta dose
Data: 11 Maggio 2022

I punti chiave

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«Siamo ancora dentro la battaglia della pandemia ed è in corso un altro pezzo di campagna vaccinale che io ritengo particolarmente rilevante e i cui numeri devono necessariamente crescere. Ci sono ancora persone che purtroppo perdono la vita. Con il secondo booster una parte di queste persone può essere protetta». Malgrado gli appelli del ministro della Salute, Roberto Speranza, la quarta dose di vaccino contro il Covid per gli over 80, gli ospiti delle Rsa e i 60-79 anni con particolari condizioni di fragilità procede sempre a rilento. Solo 384mila persone hanno fatto il secondo booster (ai quali vanno aggiunti 167mila immunocompromessi – per un totale di 551mila quarte dosi) pari al 9% della platea potenziale. Eppure con il virus e la variante Omicron ancora largamente diffusi (siamo a una media di circa 50mila nuovi casi al giorno), la vaccinazione in particolare per i soggetti fragili e gli anziani rappresenta una priorità.

Quarte dosi al ralenti

A parte i casi di chi ha contratto il virus dopo la terza dose e perciò non deve fare la quarta, sono molte le cause del freno a mano tirato con il quale procede questa nuova fase della campagna vaccinale anti-Covid per la somministrazione del secondo booster a over80, ospiti delle Rsa e soggetti fragili a partire dai 60 anni di età.

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Tre opzioni per la somministrazione

In generale la curva delle vaccinazioni è bassa. Da fine marzo la media si aggira intorno alle 30-40 mila somministrazioni giornaliere totali. I canali per la somministrazione della quarta dose sono tre: gli hub vaccinali, le farmacie e i medici di base. Ma nessuno lavora a pieno ritmo.

La chiusura degli hub

Molti hub vaccinali sono stati chiusi. Il che rende più complicato per gli anziani raggiungere i centri, mediamente più lontani. I punti di somministrazione censiti sono attualmente circa 2.300. Sei mesi fa erano 3mila. Dopo la fine dell’emergenza, inoltre, non tutte le Asl hanno confermando il contributo previsto di circa 6 euro per somministrazione ai medici, dirottando le risorse ad altre priorità. «Solo una minoranza di medici di base sta somministrando le quarte dosi» dichiara il l segretario della Federazione dei medici di medicina generale, Silvestro Scotti». Su circa 40mila medici di medicina generale «non dovrebbero più del 25% quelli che stanno vaccinando».

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Vaccini in farmacia non sempre disponibili

Inoltre solo alcune regioni prevedono anche la somministrazione del vaccino in farmacia. Tra queste la Lombardia, Toscana, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Lazio, dove è stato attivato un servizio di sms a tutti gli over 80 per ricordare l’importanza della quarta dose.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/covid-hub-chiusi-e-attesa-vaccini-aggiornati-ecco-perche-non-decolla-quarta-dose-AE3ozgXB